Ribadisco la mia ignoranza ma:
-in considerazione dell'enorme investimento relativo all'Alta Velocità (finanziato con la fiscalità generale e non certo con gli utili delle ferrovei), credo che non abbia molto senso fare distinzioni tra Trenitalia, Rfi e TAV. Immagino che l'azionista (lo Stato) abbia fatto sentire la propria voce e abbia dato precise indicazioni.
In considerazione degli interessi economici coinvolti, sono peraltro altrettanto convinto che vi siano state diverse "distorsioni".

- trovo fuorviante sostenere che "per paradosso** Firenze (e Bologna) ha meno treni di prima". Se infatti si legge il significato del doppio asterisco si scopre che "** % di treni che effettuano fermata rispetto a quelli che circolano sulla rete". Neppure Vodafone è capace di tanto

Quando faccio un confronto, trovo "naturale" fare un confronto sul numero assoluto dei treni viaggianti e non sul numero relativo.

Se prima c'erano 20 treni e ora ce ne sono 30, mi pare "naturale" dire che la frequenza dei treni è aumentata.
Trovo controintuitivo dire che passando da 20 a 30 ci siano meno treni, solo perchè è aumentato il numero di treni che circolano sulla rete per un valore più che proporzionale.

Poi, per carità, si tratta di una personalissima opinione "da bar".