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lo diventerebbe (forse, dipende da che accordi ha con gli altri gestori) solo in Italia
Sempre che non riescano in un qualche modo a cambiare l'imei (non so se sia possibile) nel qual caso il cellulare sarebbe perfettamente utilizzabile anche in Italia.
Riguardo alla presunta discriminazione vi dico:
Discriminare significa "trattare in modo diverso soggetti/situazioni uguali"
In primis bisogna vedere se nell'attivazione di un contratto/comodato i residenti, cittadini e nati in un nazione siano uguali a chi non e' nato, non e' cittadino o non risiede in quella nazione (non vale solo per l'Italia...)
In secundis bisogna vedere se c'e' un motivo razionale per trattare questi due soggetti/situazioni in modo diverso
Riguardo a questo vorrei chiedervi:
Se voi avete un negozio molto molto frequentato (c'e' sempre un sacco di gente) da persone di tutte le nazionalita' e nell'arco di 3 anni tra tutti i vostri clienti il 90% di quelli provenienti dalla Romania ha creato problemi (non pagava, rubava, faceva iniziare risse...)
Vi sembra una generalizzazione ingiusta e discriminante decidere di non farli entrare nel vostro negozio?
Sicuramente si fa di tutta l'erba un fascio, ma considerarli invece tutti brave persone quando solo il 10% lo sono cos'e'?
Tra l'altro qui non si parla di TUTTI i rumeni (avrebbe poco senso farlo), ma dei rumeni che vengono in Italia e sottoscrivono un contratto (tanto piu' se con comodato) con 3
Ovvio che e' meglio cercare un'altra via per salvare quel 10% di rumeni onesti (di cui suppongo facciano parte gli amici di chi ha iniziato questo thread) pero' se non c'e' non vedo perche' debbano avere grane gli onesti (la 3, i dealer, gli altri clienti ai quali vengono cambiate le condizioni...) per buonismo.
Per esempio la 3 ha deciso che i comodati ora si fanno solo con carta di credito, e' una discriminazione questa considerando che per i cittadini stranieri, i poveri e i giovani e' molto molto difficile ottenerla?
Io per fortuna non sono un dealer quindi dato che mi piace andare a letto pensando di essere stato buono (con 2 fette di prosciutto sugli occhi e qualcuna di piu' sulla coscienza) e soprattutto mi piace moltissimo fare il gay col culo degli altri dico che questa e' discriminazione, e' una vergogna e che i dealer non possono rifiutarsi di regalare i cellulare ai cittadini rumeni perche' magari 1 su 100 e' onesto e ne ha diritto (per gli altri amen...almeno vi sentirete un po' piu' buoni)
Difendiamo la razza rumena da questo razzismo dilagante!
C'e' una razza rumena? Che strano, evidentemente non sono molto aggiornato sul significato di "razza"...
Caro Washakie,
credo che tu abbia fatto un pò di confusione con argomenti tra di loro differenti e ben distinti:
la definizione che hai riportato per "discriminazione" è corretto ed è esattamente quanto fa la TRE in questo caso. Un cittadino italiano ed uno rumeno sono, nel momento in cui entrano in un negozio per acquistare un prodotto o un servizio, perfettamente uguali!
Lo stabilisce la nostra costituzione:
"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese." (Art. 3 Costituzione Italiana).
Lo stabilisce la legge italiana:
"…costituisce discriminazione ogni comportamento che, direttamente o indirettamente, comporti una distinzione, esclusione, restrizione o preferenza basata sulla razza, il colore, l’ascendenza o l’origine nazionale o etnica, le convinzioni e le pratiche religiose, e che abbia lo scopo o l’effetto di distruggere o di compromettere il riconoscimento, il godimento o l’esercizio, in condizioni di parità, dei diritti mani e delle libertà fondamentali in campo economico, sociale e culturale e in ogni altro settore della vita pubblica" (art. 43 del d.lgs. n. 286/98)
Il successivo comma 2 precisa inoltre che “In ogni caso compie un atto di discriminazione: (…) b) chiunque imponga condizioni più svantaggiose o si rifiuti di fornire beni o servizi offerti al pubblico ad uno straniero soltanto a causa della sua condizione di straniero o di appartenente ad una determinata razza, religione, etnia o nazionalità”.
Lo stabilisce l'Unione Europea (di cui sia l'Italia che la Romani fanno parte):
"l'art. 12 del Trattato istitutivo della Comunità Europea sancisce chiaramente il divieto di ogni discriminazione effettuata in base alla nazionalità, richiedendo «la perfetta parità di trattamento, negli Stati membri, tra i soggetti che si trovano in una posizione disciplinata dal diritto comunitario e i cittadini dello Stato membro in questione»"
Quindi sul fatto che rifiutare un abbonamento con pagamento tramite RID ad un rumeno quando lo stesso abbonamento con lo stesso metodo di pagamento viene accettato ad un italiano (a parità di condizioni al contorno, cioè entrambi in regola, senza morosità o problemi giudiziari o economici) è DISCRIMINAZIONE non penso ci possano ancora essere dubbi!
Si, mi sembra proprio quello che hai detto, un gesto ingiusto e discriminante! Supponi di essere siciliano e di andare in vacanza a Cortina con un gruppo di amici milanesi. Arrivate alla reception dell'albergo, tutti i tuoi amici vengono accolti senza problemi, a te invece dicono che poichè sei siciliano, ed in Sicilia c'è la mafia, se vuoi essere ammesso devi lasciare una cauzione di 1000 euro. L'accetteresti senza fiatare?
Non ti sentiresti "discriminato"?
No, non è discriminazione se vale allo stesso modo per tutti, indipendentemente dalla razza, nazionalità, colore dei capelli o chissà che altro!
Ti sbagli, non si tratta di essere buoni, ma di essere GIUSTI! Se la legge prevede che io e te dobbiamo essere trattati allo stesso modo, perchè la TRE deve permettersi il lusso di non farlo, andando contro le regole del vivere civile?
In questa discussione l'accento non è sul "razziale", termine un pò ambiguo ma che comunque stiamo usando nell'accezione di popolo, etnia, ma sul "discriminazione", cioè sul trattare una persona appartenente ad uno stato, ad un popolo, ad un'etnia in particolare in modo differente dagli altri.