partiamo da quello che ha scritto Agcom: tutto quello che riguarda il PREZZO è disciplinato dalla lettera o e non dalla lettera m.
la telefonia è un settore molto particolare, poichè si compra un servizio. quando si sottoscrive un contratto prepagato - nei fatti - si sottoscrive una tariffa. cosa è una tariffa? una funzione (in senso matematico) tramite la quale ti scalano il credito.
a mio avviso TUTTO quello che attiene a quella funzione riguarda il prezzo. quindi un gestore può tanto modificare la parte numerica della tariffa, quanto la modalità di tariffazione, rimanendo sotto "l'ombrello" della lettera o).
ora vengo alla tua domanda.
la lettera m) è una regola che avrebbe difeso il consumatore di fronte a una modifica unilaterale volta ad allungare la durata di un contratto di comodato, o - prima che arrivasse Bersani - volta ad aumentare la penale per recesso anticipato.
infatti, non a caso, il primo esempio che ho fatto riguardava SKY (la quale è soggetta alle medesime "specifiche norme" che si applicano ad H3G).Vabbè la pensiamo diversamente: secondo me questi esempi non sono pertinenti al mondo della telefonia, regolato da specifiche norme.



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comunque non ho messo in bocca ai giudici nulla, infatti ho scritto "a parer mio".
la riformulo:
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e portato a scatti di 60 secondi oppure a scatti di 30 secondi del costo in questo caso di 7,5 centesimi/scatto: alla fine il costo al minuto sarà lo stesso: non ricadiamo quindi affatto nella lettera "o" ma nella lettera "m" del comma 2....io continuerò a spendere al minuto la stessa cifra di prima...ovviamente l'aumento sarà relegato a telefonate inferiori al minuto.
, insomma per la maledetta semplificazione quando esistono in commercio altri piani Vodafone che sono tutt'ora a secondi e che non verranno ritoccati ? 
