Concordo con il diritto dei consumatori di poter usare sia il loro contante in pezzi grossi che le carte di credito nei negozi che la accettano ma il punto di vista del negoziante che fa qualche problema può essere a volte giustamente motivato:
1) Nel mio negozio ci sono corredi fotografici da 5000 € come cartoline da 50 cent., non ho alcun problema ad accettare 10 pezzi da 500€ per un acquisto da 5000, ma prendere una banconota da 100€ per una cartolina da 50 cent. diventa difficile e purtroppo tanti clienti lo pretendono e ti guardano male quando rifiuti di dare loro il resto; ma immaginate solo 10 clienti così (e ogni giorno ne ho di più...), dovrei avere in cassa 1000€ in contanti di resti (con tutti i rischi del caso) per una vendita totale di 5€ (con guadagno reale escluse spese intorno ad 1€...)
2) Con la carta di credito il negoziante paga non solo un tot. di percentuale di commissione per vendita ma anche un prezzo per avere il POS (la macchinetta che accetta le carte) che a volte (spesso ad inizio attività, ma dipende dalle banche) arriva anche a costare 1,50 € fissi a transazione; in questo caso se io vendessi un prodotto sotto ai 10€ di vendita (con conseguente guadgno di 2€) tra costo del POS, percentuale bancaria e costo telefonata andrei in perdita, ecco perchè in Italia tanti negozi non accettano le carte per acquisti sotto i 10€
Quindi senza dare ragione al negoziante o al consumatore finchè in Italia ci saranno costi così alti per le transazioni automatiche bisognerà necessariamente girare con 20/30 € per le spese minori, ma non diamo la colpa agli esercenti che non hanno certo alcun interesse ad allontanare i loro clienti, chiediamoci invece per quale motivo tanti negozi sono costretti a chiudere dopo aver regalato alle banche fiumi di denaro...
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