
Originariamente Scritto da
gioi
La libertà di "fallire" è un elemento essenziale per verificare la bontà di un'idea... Come in ogni cosa ci sono lati positivi e lati negativi certo, ma i tanti fork che ogni applicativo richiede sono un processo essenziale per individuare quale possa essere la strada migliore. I vantaggi sono molteplici: mentre il progetto originale lavora a stabilità ed integrazione, i fork possono esplorare nuove funzionalità, senza la necessità di allocare risorse statiche.
L'esempio classico? Compiz.. forkato in beryl e poi riunificato in compiz-fusion. Un esempio di quello che dico, e nemmeno il più riuscito. Altri esempi celebri di fork poi divenuti "rami ufficiali"? Beh... robetta: Xorg, ntfs-3g, syslog... tutta roba adottata da qualsiasi distro.
Paradossalmente proprio ubuntu e tutte le debian based, sono le distro che sperimentano (e forkano) di meno, mentre quelle che hanno dietro società come RedHat o Novel che fanno soprattutto business, sono tra le più prolifiche a forkare, sperimentare ed fare innovazione (su tutte RedHat come dici tu per il kernel, e Novel/Ximian per quanto riguarda gli effetti grafici ed il mondo gnome, essendo evolution, xgl, compiz ecc ecc figlie proprio di progetti novell)