Scusa Origrafica, ma non condivido assolutamente la tua analisi di "stabilità" in favore di Debian. A parte che in 11 anni di utilizzo di Linux su una ventina di distribuzioni diverse rammento solo qualche sporadico segfault e mai un kernel panic se non in kernel di prova compilati a mano da me, quindi non riesco a capire quale sia il concetto di stabilità cui ti riferisci.
Se poi ti riferisci al fatto che aggiornando qualcosa ti salta qualche dipendenza, quello è un problema di configurazione, i problemi di stabilità sono ben altra cosa.
In generale aggiornare, con cognizione, è cosa buona, non solo per aggiungere le ultime funzionalità ad un particolare componente ma anche e soprattutto per sistemare gli inevitabili bug che un prodotto può avere. Ed in tal senso la politica di rilascio debian è tutto fuorché un modello da seguire.
Non è un caso che il più grave problema di sicurezza che ha avuto Linux negli ultimi 3 anni (la mancata randomizzazione del seed per chiavi ssh) è stata causata proprio dal farlocco sistema burocratico di gestione dei bug di Debian (prova a cercare sulla rete la notizia per renderti conto): etichettare una segnalazione di problema su un pacchetto debian come di minore importanza, significa che probabilmente la patch non vedrà la luce prima di qualche anno!
Il sistema di rilascio semestrale che oramai quasi tutte le distro desktop adottano, è principalmente una questione di marketing, ma come anche ryan dice, nessuno ti obbliga ad "aggiornare".
E cmq Fedora, che in ambiente di produzione è diffusissima, anche più della parente stretta CentOS (che deriva da RHEL, la versione, per così dire, "professionale/commerciale" di Fedora), dimostra un sistema di aggiornamento molto più razionale. Pur trattandosi della versione "sperimentale" dei pacchetti che poi RedHat utilizzerà nei suoi prodotti, le componenti chiavi (kernel, librerie di sistema, ecc ecc) subiscono un processo di qualificazione più che meticoloso, cosa che nel modello debian manca (ogni gruppo di pacchetti ha un suo team di sviluppo, senza milestone precise e soprattutto senza lista prioritaria).
Non conosco la tua esperienza con Linux, ma alla luce delle mie considerazioni, ancora non capisco a cosa tu ti riferisca con "stabilità" parlando di Debian, visto che, nei pochi ambienti di produzione che adottano Debian che conosco io, la versione usata è ancora una vecchia "sarge" e questa la dice lunga sulla confidenza che si ha in Debian.
Non mi fraintendere non dico che Debian fa schifo, mi sono sempre tenuto fuori da queste battaglie religiose: in un sistema personalizzato ad-hoc dall'utente, non c'è molta differenza tra una debian, una redhat o una slackware... Ma in ambiente di produzione (dove la stabilità, quella vera, è un parametro essenziale) è difficilissimo trovare debian.



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