Come volevasi dimostrare la conciliazione si è conclusa con un nulla di fatto.

Il motivo rimane quello dell'incongruenza dell'anagrafica e della magistratura.
L'avvocato mi ha detto che può essere stato anche un errore di trascrizione del numero e quindi per errore hanno disattivato la mia sim e che quindi è stata eliminata dall'anagrafica.

Secondo l'avvocato, a cui ho fatto le mie rimostranze riguardo la mancanza di conoscenza delle regole della società che rappresentava, la sim è stata eliminata dall'anagrafica e quindi non è possibile riattivarla.

Ricordo che vodafone mi ha riattivato tale sim ma a me non ha dato alcuna comunicazione e non mi ha mandato la sim sostitutiva.

le ho detto che entro 90 giorni dalla disattivazione poteva essere recuperato il numero ma ha insistito dicendo che non era possibile.

Le ho detto: "chiami il 190 e vediamo se la sim è disattva o meno", lei ovviamente è stata in silenzio.

Quando le ho detto che non conosceva le regole si è offesa dicendo che la stavo insultando e si è fatta scura in volto, ovviamente le ho risposto con un:

"guardi che è un dato di fatto e lo sta dimostrando, le consiglio di leggersi sia le condizioni contrattuali e la carta servizi che le serviranno per non fare brutta figura la prossima volta".

Alla mia richiesta di indennizzo di 10 euro al giorno (da carta servizi) mi ha detto che la carta servizi non prevede 10 euro al giorno e ovviamente non ho potuto non rispondere:

io: lei la conosce la carta servizi?
lei: certo e non dice quello
io: bene, questa è la carta servizi, si legga la parte evidenziata e vediamo cosa dice.

Lascio a voi immaginare come ci sia rimasta.
Inoltre le ho consigliato di leggersi la delibera dell'agcom riguardo i tetti massimi degli indennizzi che agcom non prende in considerazione.

Alla fine mi hanno offerto 250 euro, 1/4 di quanto richiesto.

Ho presentato il formulario GU14 e ora vedremo in definizione cosa succede.