Bisogna dire che DTT (o come sarebbe giusto chiamarlo DVB-T) ed HD agiscono su due livelli differenti e non sono perciò imparentati: il primo (il DVB-T) è un protocollo di trasmissione del segnale audiovisivo, mentre il secondo (HD) è un formato di "visualizzazione" del segnale.
L'HD è indipendente dal mezzo di trasmissione/distribuzione, a patto che ci sia sufficiente banda per il suo trasporto.
Il DVB-T è un sistema obsoleto e poco efficiente ma molto economico per la distribuzione del segnale televisivo, ma ha il vantaggio di non avere vincoli sul cosa possa essere trasmesso. Per intenderci: dotandosi di un decoder adatto sarebbe teoricamente possibile sfruttarlo anche per la ricezione di pacchetti internet ad alta velocità, appoggiandosi alla linea telefonica/adsl per la parte di upload.
I motivi per cui si è decisi a passare al'DVB-T sono meramente commerciali... si sarebbe potuto tranquillamente usare piattaforme diverse e più efficienti (tipo la distribuzione via cavo), che però cozzavano con gli interessi di chi voleva mantenere un certo monopolio televisivo a buon mercato...
L'HD è una moda piuttosto recente, al contrario del DVB-T di cui si parla da almeno un decennio, ed è la nuova pseudo frontiera della distribuzione dei contenuti. Dico pseudo perché i vantaggi per l'utente sono molto inferiori a quelli che invece il gestore ricava, per esempio, dalla possibilità di manipolare il flusso video in maniera più capillare. In pratica si va verso una fruizione più controllata dei contenuti, perché sul segnale HD, al costo di una maggiore definizione (attualmente il 720p significa un incremento quasi quadratico della risoluzione), si ha la possibilità di definire rigidamente chi/come/dove e quando può visualizzare quel dato contenuto (e molto presto, anche cosa di quel contenuto!).