bella segnalazione!

Con un'ottima citazione...

L’assist. Il beneficio per l’utente è pari a zero. Anzi. Si traduce in un’ulteriore perdita di tempo e di denaro visto che comunque ci si dovrà rivolgere ad un legaleo preparare ad un arbitrato. Altro tempo, altre carte da firmare, altro denaro che se ne va.
E i gestori? Per loro il Corecom (che non funziona) è una manna dal cielo, un dono divino. Un assist. Si allungano le procedure, si prende altro tempo, si sbollisce la rabbia del cliente. Senza dire che nel frattempo l’utente potrebbe essersi messo l’anima in pace, aver pagato pur di tornare a telefonare tranquillo. Il primo impulso quando arriva una mega bolletta, che per noi è “pazza”, se il gestore non riconosce l’errore, è chiamare l’avvocato di fiducia e impugnarla. Ovvero presentare ricorso in sede giurisdizionale. Peccato che a non si può.

Doppio sopruso. La legge 31 luglio 1997, n. 249 prevede che non si possa far causa alla compagnia telefonica se prima non si tenta una conciliazione. Il termine previsto per la conclusione della procedura è di 30 giorni che decorrono dalla proposizione dell’istanza. Ma pochi lo sanno (la modulistica non ne fa cenno) e nella stragrande maggioranza dei casi i ricorrenti aspettano una convocazione che non arriva. Si impone un obbligo, insomma, ma non si rispettano i tempi.