Sinceramente, non me ne voglia nessuno, non capisco questo modo di argomentare. Il fatto che si discuta di una discriminazione verso una determinata cerchia di persone ( nel nostro caso i gay ), non implica assolutamente dire che ci freghiamo di tutto il resto. E questo è tanto vero che da mesi e mesi stiamo parlando del bullismo a scuola, dei filmati su internet dove il ragazzo down viene preso a pedate ( vero o falso che sia ), delle donne che non possono viaggiare da sole in certe zone perchè rischiano di essere preda di delinquenti che le stuprano, dei vecchietti che vengono bidonati da persone senza scrupoli che li privano della pensione con inganni e/o rapine. Sono state imbastite fior di campagne di stampa, televisive su tutto questo, non è possibile negarlo. Talvolta, per difendere le minoranze ( e qui forse qualcuno si arrabbierà, ma per me è avvenuto così ) si è fatto di tutta l'erba un fascio e si sono difesi tout-court gli immigrati, clandestini o meno, senza porre l'accento su quella parte che, accanto a quella che viene in Italia per lavorare onestamente , si "guadagna da vivere" in maniera illegale. Il fatto è che quando si arriva ai gay, qualcuno, preso da un pò di machismo o forse anche da una certa visione un pò troppo da sacrestia ( non alludo a nessuno in particolare, nè intendo offendere convinzioni religiose di cui sono partecipe, sebbene con qualche dubbio su certe posizioni secondo me eccessive ), scatta il senso di repulsione, cioè scatta il meccanismo che porta alla discriminazione. Se, poi, mi si dice che l 'ostentazione che della loro condizione fanno alcuni gay può infastidire, sono perfettamente d'accordo, ma il problema della discriminazione c'e' e va combattuto al pari di tutte le altre discriminazioni.



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