Il tentativo di conciliazione davanti al Corecom è di fatto obbligatorio, è vero, ma sempre più Giudici di Pace tendono a proseguire le cause dinnanzi a loro radicate in materia di rapporti fra clienti e gestori telefonici, quando il comportamento di tali gestori abbia causato (pare abbia causato) danni ai diritti personali del cliente.
La disattivazione di una utenza telefonica e relativa perdita del numero, specie se ormai riconosciuto come proprio ed identificativo del cliente (mettiamo ad esempio un professionista, che col telefono ci lavora), è violazione dei diritti personali del cliente, andando ben oltre la controversia di natura meramente contrattuale e/o tecnica (in tali casi occorre sempre il Corecom).
Posto che ritengo che la discussione aperta sia particolarmente "gonfiata" (migliaia di disattivazioni.... come provare questa affermazione?), ritengo che, nel caso la Tre provi soltanto a disattivarmi l'utenza telefonica, agirei direttamente dal Giudice di Pace, saltando il Corecom, che per altro si trova ad 80 km dalla mia città, mentre il G.d.P. ce l'ho a 200 metri :-)
Alcune sentenze di Tribunali e G.d.P. hanno infatti ritenuto lesivo del diritto di difesa, il dover agire in via preventiva di fronte ai Corecom, posti solo nei capoluoghi di Regione, mentre i G.d.P. ed i Tribunali hanno una buona copertura del territorio.
Detto questo ribadisco che, a mio avviso, (poi magari il G.d.P. che ho a 200 metri "mi punisce" e mi rimanda al Corecom), per una disattivazione di peso dell'utenza telefonica, si può provare ad agire direttamente dal Giudice di Pace.
Capisco che fa parte del mio lavoro trovare cavilli e scappatoie, ma finché se ne parla qua, è solo teoria... come del resto va verificata la veridicità delle affermazioni di chi ha aperto questo post...
Scusate se ho divagato, l'ho fatto in buona fede :-)