Citazione Originariamente Scritto da kiasso Visualizza Messaggio
Considerando che, se fatta in tenera età, da ITALIANO la considero una cosa brutale, rimarrai scioccato nel sapere che certe persone di quelle popolazioni, trapiantate in Europa o in America (nazioni considerate "civilmente avanzate") hanno deciso, in età adulta, di tornare in Africa per farsi fare l'infibulazione, questo per avere un'identità culturale (esame di antropologia culturale ).

Cercarre di imporre la propria visione come unica realtà assoluta e indiscutibile è un errore, a maggior ragione se si tratta di mangiare un animale, qualunque esso sia. Gin, tu dici che non si può, punto. Bigazzi ha detto che l'ha fatto, aggiungendo su Striscia come fosse una cosa legata al passato, in una economia e una realtà completamente diversa.
Qui non si tratta di uccidere o sopraffare persone, non si tratta di torturare gatti, cavalli, pecore o altro, si tratta di MANGIARE un gatto per sopravvivere. Facile criticare un'azione decontestualizzata come quella spiegata da Bigazzi, meno facile sopravvivere a quei tempi.
Ricordo che i miei genitori per le feste ricevevano frutta secca e clementine: immagina oggi cosa se ne farebbe di un regalo del genere un bambino qualsiasi, anche il più povero.

Detto tra noi io non capisco nemmeno perchè Bigazzi si sia giustificato in tv. Potrebbe mangiare gatti quando vuole. Forse ha cercato delle attenuanti perchè altrimenti mamma Rai non lo richiamerebbe più.

Ginfizz a questo punto mi viene in mente di chiederti quale tipo di carne vuoi che io mangi. Cani e gatti no, ma che ne dici di un tenero cavallino, di uno struzzo, coniglio, oca, papera, tutti animali ANCHE da compagnia (struzzo a parte ).
Oppure mi chiedo se fondi il tuo ragionamento basandolo sull'usanza (guarda caso stiamo tornando a parlare ancora una volta di tradizioni, come il quote che ho fatto qui) per la quale QUI e ADESSO non è giusto mangiare cani, gatti, serpenti, scarafaggi e quant'altro. Voglio ricordarti due cose prima di chiudere...
1) Le usanze cambiano, in certi contesti molto velocemente (specialmente dopo una guerra o in fase di boom economico/recessione e guarda caso Bigazzi li ha vissuti tutti). Ieri lo struzzo non si mangiava, oggi sì. Chissà magari un domani il gatto avrà un rilancio culinario o lo struzzo verrà protetto legalmente.
2)Rischi di trasformare una opinione più o meno diffusa in una Crociata contro altre culture (o usante "antiche" della cultura stessa). Se così fosse ricordati che probabilmente gli "anormali" siamo noi che non li mangiamo, non il restante 2 o 3 miliardi di persone che lo fanno
A parte il fatto che, purtroppo, ci sono casi di infibulazione anche praticate anche in Italia ( ovviamente da persone appartenenti alla "cultura" (!) che prevede questa orribile pratica ) , come ha dimostrato un servizio recente delle Iene, occorre prendere atto che la sensibilità comune ha fatto sì che si pervenisse ad una legge che protegge i cani ed i gatti quali animali da affezione. Punto. Che ti piaccia o no questa legge ha recepito un comune sentire della gente che vede, in questi animali,animali da compagnia e non da padella. Fosse per me allungherei di molto la lista, iniziando dagli agnellini che, per Pasqua, riempiranno i grassi ventri di molte persone, ma la legge ha stabilito così. Quanto alle altre "culture", mi sento perfettamente autorizzato a dire che, alcune, mi paiono demenziali, come la già citata corsa dei tori per le strade di Pamplona. Quanto a Bigazzi credo che si sia scusato perché ha capito di avere "smarronato" alla grande, checché tu ne pensi. E forse non l'hai ascoltato neppure bene, scusami la sincerità. Il Bigazzi, infatti, non si è limitato a raccontare un fatto storico ( in guerra c'era la fame e si mangiavano i gatti; figuriamoci che a Londra - sotto i bombardamenti- i rifugiati in metropolitana mangiavano i topi ) ma si è ritenuto in dovere di aggiungere particolari ( risciacquo nel torrente, carnina bianca, bontà della carne ) che erano totalmente inutili ai fini della narrazione storica, offensivi della sensibilità di gran parte del pubblico. Tacendo della possibile rilevanza penale. Se avesse raccontato il fatto in sé, per sottolineare la grama condizione dei civili durante i conflitti, non avrei avuto nulla da dire, ma dilugarsi sui particolari è stato sbagliato e bene ha fatto ha scusarsi ( meglio tardi che mai ). E se qualcuno, in determinate perti d'Italia, a tutt'oggi mangia i gatti per tradizione, trovo che questa tradizione sia inaccettabile ma sopratutto la trovo ILLEGALE, perché contravviene a convenzioni europee e leggi che tutelano gli animali da affezione, oltre a rivestire la fattispecie del codice penale che punisce i maltrattamenti degli animali ( come li uccidono i gatti per mangiarli? ). Ed è per questo che Bigazzi NON può mangiare gatti "quando vuole", perché la legge - che piaccia o no - non lo consente.