Tassa su Pc e telefonini per dare soldi alla Siae
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Tassa su Pc e telefonini per dare soldi alla Siae

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  1. #1
    Ministro dell'Economia L'avatar di Uncle Scrooge
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    E' una legge senza senso, lo era prima e ora lo è anche di più.
    Ovvero, non posso copiare materiale protetto da diritto d'autore (a meno che non possegga l'originale) ma devo pagare una tassa sulle memorie "vergini" che potrebbero ospitarne una copia ad uso privato.

    Allora:
    1) Non è detto che io userò quella memoria per copiare materiale protetto, sarebbe come imporre il porto d'armi a chi acquista coltelli da cucina... evviva la tassa all'intenzione
    2) Quando smetterò di usare quella memoria e la butterò, voglio indietro i soldi della tassa spesa;
    3) Se devo pagare una tassa sull'eventualità che io faccia una copia privata di materiale protetto (e di cui posseggo l'originale) allora con lo stesso principio perché non applicarla anche alle risme di carta? E alle penne? Alle matite? Ai quadernoni? Ai rullini delle macchine fotografiche analogiche? Alle macchine fotografiche stesse? Dov'è il confine?
    4) Perché non eliminare il canone RAI e applicare una tassa sull'acquisto di TV/Radio/etc. per l'eventualità che io li usi per vedere la RAI?
    5) Si possono fare altri mille esempi...

  2. #2
    Partecipante Galattico L'avatar di ago
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    Siamo sicuri delle cifre?

    90 centesimi su ogni cellulare? penso che non ce ne accorgeremo neanche...

    per il resto, concordo con voi sull'ingiusta e odiosa ennesima tassa.

  3. #3
    Partecipante Logorroico L'avatar di Mauro
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    Citazione Originariamente Scritto da Uncle Scrooge Visualizza Messaggio
    4) Perché non eliminare il canone RAI e applicare una tassa sull'acquisto di TV/Radio/etc. per l'eventualità che io li usi per vedere la RAI?

    sei ottimista,
    questi sono capace di mantenere il canone RAI e nel contempo istituire una tassa sull'acquisto di televisori, citofoni, computer per l'eventualità che un qualche evasore RAI possa utilizzarli per vendere la RAI (per esempio tu paghi il canone RAI, comperi oggi un computer che un domani potresti vendere usato a qualcuno che non paga il canone RAI e che potrebbe utlizzarlo per vedere su Youtube qualche scena televisiva).

    Anzi smettiamola con gli esempi che questi sono capaci di prenderne spunto
    Tre 392 393 333 178 (Pupillo) # Vodafone # TIM # Wind # RFI # UNOmobile # COOPvoce # UM # Lebara.es # Lycamobile.ch

  4. #4
    Partecipante Logorroico L'avatar di Max3
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    Vi invito a leggere l'ottima analisi dettagliata sulla questione (dalla quale ha preso spunto A.Longo) affrontata da Guido Scorza* su Punto Informatico: link

    Alcuni estratti:

    [...]
    "Sul contenuto del decreto e sulla legittimità dello stesso sotto numerosi profili si potrebbero scrivere terabyte di considerazioni ma, le nuove norme rendono tanto costosa e preziosa la capacità di memorizzazione da suggerire di limitarsi, qui, ad alcune suggestioni, rinviandone ogni approfondimento sulla vecchia e più economica carta, magari da utilizzare nelle aule di qualche tribunale europeo o nazionale per chiedere con l'occasione ad un Giudice di verificare che gli utenti italiani di tecnologia e la relativa industria di riferimento meritino davvero il regalo di Natale loro riservato dall'On. Bondi."
    [...]
    "Nel Decreto appena varato, tuttavia, il Ministro sembra aver completamente dimenticato i limiti del potere regolamentare affidatogli e sembra essersi spinto ad imporre il pagamento di un compenso anche in relazione a "memorie fisse o trasferibili" NON "destinate alla registrazione di fonogrammi o videogrammi" in esecuzione della copia privata. Si tratta di una categoria di prodotti in relazione ai quali il Decreto sembra varato in totale assenza della necessaria potestà."
    Le memorie di milioni di telefoni cellulari - perché destinate ad utenze business o per caratteristiche intrinseche - non possono considerarsi destinate alla registrazione di fonogrammi e videogrammi da copia privata, così come le memorie installate in milioni di PC e supporti di registrazione acquistati ogni anno dalla PA e da altri enti pubblici e privati che per prassi, policy o, addirittura, provvedimenti amministrativi è escluso possano essere utilizzati per la registrazione di fonogrammi o videogrammi frutto di copie private.
    Si tratta di un elenco che potrebbe proseguire a lungo e che riguarda, ad esempio, i decoder satellitari dotati di hard disk e forniti dai gestori delle piattaforme sui quali possono essere effettuate unicamente registrazioni in esecuzione del contratto in essere con il content provider ma anche pen drive nonché apparati e supporti destinati ad un uso professionale.
    [...]
    "Gli italiani, il prossimo anno, acquisteranno probabilmente meno tecnologia e pagheranno più diritti per opere delle quali, probabilmente, non beneficeranno e beneficeranno dopo aver pagato il giusto prezzo.

    Faccio fatica a registrare questa conclusione come il segno del progresso culturale o della semplice applicazione della legge ma, probabilmente, sbaglio io, sbagliano quanti - industria e consumatori - avevano tentato di scongiurare il rischio che il decreto venisse varato con l'attuale contenuto e sbagliano quanti ritengono che l'Italia voglia davvero divenire un Paese moderno.

    Non c'è niente di moderno in un Paese che, nell'era del digitale, potendo contare bit per bit la quantità di cultura di cui ciascun cittadino beneficia davvero, sceglie di utilizzare metodi e forme almeno arcaiche di remunerazione degli aventi diritto senza neppure potersi dire sicuro che ciascun autore, alla fine dell'anno, avrà davvero ciò che il suo sforzo creativo, la sua capacità ed i suoi talenti meriterebbero avesse."


    * Presidente Istituto per le politiche dell'innovazione
    www.guidoscorza.it


    Condivido ....buffoni!
    ...

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